jean-leon_gerome-la_statua_di_marmo_1890

La gocciolante anadiomene che si stende a pochi metri dalla mia miopia, si muove con i solenni gesti di una ritualità quasi liturgica.

S’intuisce subito che ha familiarità con il codice e le leggi dell’abbronzatura. Il sole le cala addosso seguendo il suo profilo tenue; lei detta le regole e l’astro l’ubbidisce.

Un offertorio di sensuale abbandono è il tempo che segue. Il suo corpo bruno è sospeso a mezz’aria, solo uno sbuffo di vento riempie la distanza tra le sue membra e la sabbia rovente.

Ma il rito s’interrompe quando la sacerdotessa decide di catechizzare le acque e, allontanandosi tra i flutti, i miei occhi deboli sfocano e la perdono.

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