Max-Degtyarev-Poster-for-F26-Studio-n.-1.jpg

Riprendendomi da un atavico ozio, me ne sto mollemente adagiato tra le mie sete e i freschi lini a contemplare nature morte di corpi esposti al sole. L’offerta balneare di bellezza è tutta qui, in questo modesto e scomposto mostrarsi.

«La bellezza è difficile», farfuglio a denti stretti. «Essa non appare al primo che passa. Come il misterioso volto di Dio, si cela e tarda a manifestarsi».

Ma poi mi viene in soccorso il solenne Kant quando sgranava differenze tra pulchritudo vaga e pulchritudo adhaerens: «La bellezza è scriteriata - salmodiava il vecchio -, essa va trattata con disinteresse.»

Così, rinuncio a qualsiasi riflessione e ritorno al mio antico torpore. Anche i miei cinque sensi me ne sono grati.

Aggiungi commento
  • Nessun commento trovato